Relazione adulto–bambino e bambino-bambino

Un BAMBINO con una propria storia e portatore di bisogni primari fondamentali, che ha bisogno di incontrare adulti significativi capaci di sorreggerlo e di aiutarlo a crescere e ad esprimere la propria specificità. I bisogni propri che caratterizzano ogni fascia d’età: 3 – 4 – 5 anni , sono cosi sommariamente individuati :

3 anni: Appartenenza, sicurezza, autonomia
4 anni: Socializzazione ; Autonomia; Conoscersi, conoscere e  scoprire
5 anni:  Maturazione dell’identità; Valorizzazione delle abilità individuali; – Competenza sociale.

Un ADULTO che ha un atteggiamento positivo, rassicurante, “che contiene”, sereno,  che ponendosi in “ascolto” riconosce e valorizza il bambino in tutte le sue espressioni. La “fiducia” che l’adulto dà alle possibilità del bambino  promuove la crescita.

L’adulto vive le proposte con il bambino, “riorganizza”, in riferimento ai bisogni ed agli obiettivi di ogni fascia di età.
L’adulto è attento a dare significato ad ogni istante della giornata, perché è consapevole che non c’è separazione tra il “gioco”,  il “lavoro” e la cura del bambino nei suoi bisogni primari, perché non c’è separazione nella persona.
Tutto questo ha portato all’attuazione di un progetto educativo che, tenendo conto delle tappe evolutive e dei bisogni specifici dei bambini, dà alla Scuola una fisionomia che le è propria in un ottica di prevenzione. La metodologia usata considera la GLOBALITA’ del bambino, rendendolo protagonista.

In tal modo il bambino apprende e conosce attraverso l’interazione di mente, corpo, emozioni, ambiente e dentro un contesto aperto e accogliente.

La dimensione ludica caratterizza le diverse proposte di attività didattiche. Con il gioco, l’adulto stimola il bambino ad operare sistematicamente confronti, a individuare soluzioni di problemi e costruire ipotesi; nel gioco i bambini sperimentano situazioni di interazione sociale (vita di sezione, gruppi finalizzati, momenti di gioco spontaneo e guidato, esperienze di feste comuni, relazioni con adulti diversi).

La conversazione e le situazioni di interazione sociale diventano quindi contesti di apprendimento e luoghi dove la convivenza in piccola comunità avvia il bambino all’esercizio della propria responsabilità per il buon funzionamento del gruppo. La capacità di riflettere su ciò che succede e di comunicarlo a sé stessi e agli altri è una competenza alla quale siamo attenti, insieme allo sviluppo della creatività sia nell’individuare strategie per la soluzione di problemi che dal punto di vista estetico-espressivo.

Le insegnanti si avvalgono di strategie e strumenti che consentono di orientare, sostenere e guidare lo sviluppo e l’apprendimento del bambino, attraverso l’utilizzo di materiali informali, strutturati, multimediali.